Militari, la loro vocazione

«Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri» (Fil 4,8).

 

Nel motto dello stemma araldico dell’Ordinariato Militare, campeggiano tre parole: Fede, Speranza e Carità e solo le tre Virtù Teologali, cioè, quelle Virtù che riguardano Dio e rendono l’uomo capace di vivere in relazione con la Trinità, fondano ed animano l’agire morale cristiano.

Queste Virtù, però non possono essere ottenute con il solo sforzo umano, ma sono infuse nell’uomo dalla grazia dello Spirito Santo. Ora l’impegno della Chiesa e anche della nostra tra i militari è di aiutare a coltivare e vivere queste Virtù e mai come nei fedeli di questa porzione della Chiesa universale vediamo realizzarsi questo cammino. Credere in Dio e viverlo nella e attraverso la Chiesa, Speranza in quelle promesse che Cristo ci ha fatto, carità amando Dio e i fratelli.

Non sono forse la linea guida di questi uomini e donne con le stellette? Fede incrollabile, speranza certa, carità continua.

Una premessa semplice, sicuramente incompleta e povera. Ma sincera e cristiana che introduce l’impegno e il servizio di questi militari anche nell’emergenza che stiamo vivendo. Una sottolineatura per avere uno sguardo alto, desiderosi tutti di fare la nostra parte e di essere orgogliosi di essere Italiani e cristiani. 

In questo tempo di emergenza l’indole Italiana emerge, un’indole creativa, unita, intelligente capace di affrontare le difficoltà con serietà. Qualcuno potrebbe obiettarmi questa definizione, ma credo che lo specchio dell’Italia non sono talvolta i miseri spettacoli che vediamo in tv dalla politica ai vari talk show, da personaggi pubblici di ogni grado e settore, ma dell’insieme di ogni italiano che nel silenzio della sua vita non demorde, ma contrasta con impegno, dedizione e responsabilmente questa emergenza.

Ci dobbiamo congratulare da soli per la capacità di affrontare le difficoltà, di saperci rinnovare e reinventare senza togliere ovviamente l’impegno di chi ci guida a sensibilizzarci e noi ad accogliere pur nella critica che deve essere costruttiva le linee per camminare nella direzione utile a superare questa emergenza.

Vi riporto e vi rimando ad un articolo di A. Marrone, apparso sul sito “Affari Internazionali”, credo che non dobbiamo dimenticare nessuno di noi che sta facendo la propria parte. Molte sono le categorie impegnate in prima linea dai medici a tutti gli infermieri e a tutto il settore sanitario, ma ogni categoria porta il suo contributo, la sua professionalità, la sua dedizione e qui voglio sottolineare i militari per lo specifico di questo mio sito ovviamente senza mancare di ricordare tutti gli altri che non nomino per non dimenticare nessuno, ma solo con il desiderio di ringraziare i nostri uomini e donne con le stellette che nel silenzio svolgono il loro servizio con grande impegno anche in questo frangente sia in patria che all’estero dove sono presenti nelle operazioni di peacekeeping.

“Le immagini dei camion militari che nella notte di Bergamo portano via le salme dalle sale mortuarie stracolme rimarranno tra i simboli della tragica storia del Covid-19. È uno dei diversi modi in cui le Forze armate italiane stanno facendo la loro parte nello sforzo collettivo del Paese per superare la fase emergenziale della pandemia. La sanità militare, malgrado i precedenti tagli agli organici e la mancata razionalizzazione, è ovviamente la componente dello strumento militare che più supporta le attività coordinate dalla Protezione Civile. Attualmente65 medici e 53 infermieri sono impiegati negli ospedali a Bergamo, Lodi, Milano e Novara, nel carcere di Parma e in una casa di cura a Macerata. Inoltre, gli ospedali e altre strutture militari in tutta Italia (in particolare a Roma, Milano e Taranto) stanno offrendo nel complesso 6.700 posti letto, con il lavoro di altri 39 tra medici e infermieri. Anche in questo caso, la tempestività è tra le caratteristiche dell’intervento delle Forze armate: gli ospedali da campo di Piacenza e Crema sono stati realizzati in sole 72 ore…”. (Cfr.affarinternazionali)

Un resoconto illuminante che ci rendere orgogliosi e ci sprona ad andare avanti con coraggio e impegno ognuno a fare la sua parte con serenità. Il buio di questo tempo ci porterà ad uscirne non solo rinnovati, ma più forti e determinati, consapevoli dei limiti, ma ceti anche delle capacità, con il desiderio di cambiare le cose che non vanno bene nella nostra vita e nel mondo per costruire una civiltà più saggia, più aperta, più condivisibile senza nessun limite di colore o razza, religione o cultura, ma tutti con le diverse ricchezze verso un modo migliore. 

Fede, Speranza e Carità, siano la guida per tutti cristiani e militari, ma anche chi non crede o ho altro impegno nella società. Fedeltà ai valori, attraverso un impegno concreto senza lasciare indietro nessuno.

@unavoce

 

Foto di Copertina: Palermo, Cerimonia del 4 nuovembre – uno scatto con i rappresentanti di tutte le Forze Armate con la Guardia di Finanza e la Croce Rossa