una Santa Messa altrove

 

La celebrazione Eucaristica è il fulcro della vita cristiana e vediamo come invece viene meno con molta facilità da parte dei nostri cristiani anche quelli che si dicono praticanti. Grande responsabilità l’hanno i celebranti e nonostante le tante indicazioni conciliari di pastorale e di animazione forse anche troppe con una creatività che può forse far sfuggire la sacralità del momento celebrativo credo che dobbiamo riprendere il vero senso del sacro il vero senso dell’Eucarestia e della celebrazione comunitaria della S. Messa.

In questi giorni leggevo del cappellano del carcere del Beccaria l’istituto penitenziario dove alla domenica apre alla cittadinanza la possibilità di partecipare alla s. Messa in carcere e mi ha fatto riflettere sul come noi sacerdoti celebriamo e coinvolgiamo le nostre comunità in questo solenne momento di preghiera centro e culmine della vita cristiana. Il segno più eloquente che il Signore ci ha lasciato.

Forse non abbiamo bene insegnato alle nostre comunità la profondità e l’importanza di questo momento nonostante il comandamento di santificare le feste e vediamo deserte il più delle volte le nostre Messe e se non deserte ridursi i numeri, l’occasione di questa esperienza spiegata e guidata ha aperto uno spiraglio di riflessione sulla partecipazione alla S. Messa una partecipazione reale attiva dove sia il celebrante che i fedeli sono parte di questo momento di grande amore che si perpetua.

Oltre le omelie brevi e che parlino al cuore dei fedeli come ci ha ricordato il papa la nobiltà della celebrazione il rispetto delle regole che la Chiesa ci ha dato il decoro e l’animazione corretta indipendentemente dal luogo sono la vera catechesi a cui dobbiamo educarci ed educare.

Anche la nostra comunità nonostante la chiesa sia in ambiente militare apre le porte ai chi vuole partecipare e da oltre un decennio nel periodo estivo celebra anche l’Eucarestia domenicale e prefestiva nelle basi addestrative e logistiche al mare senza venir meno al decoro all’animazione e al rispetto del momento educando a partecipare con dignità e attivamente. Credo che ogni tanto cambiare luogo aiuti, la nostra comunità due o tre volte all’anno per l’inizio dell’anno pastorale e in qualche altra occasione si reca in altre chiese o santuari per la celebrazione Eucaristica, luoghi sacri che ci aiutino a pregare ed entrare nel misero con devozione e autentica partecipazione.

La nostra esperienza è edificante, molti partecipano molti di più che durante l’anno aprendo anche ai passanti e agli ospiti di queste realtà militari che oltre a dare buon esempio di servizio è l’occasione di farci conoscere come realtà delle Forze Armate nello specifico del servizio del reparto diventando così un’occasione per educare alla celebrazione Eucaristica come momento di vera riflessione sulla Parola di Dio e autentica condivisione della Fede e di appassionata attaccamento all’Eucarestia.

Un ricomprendere lo stile celebrativo dando senso a gesti e parole coinvolgendo ad entrare sempre di più e meglio nel misero che si celebra. Un prendere coscienza di una Chiesa che è nel mondo e in mezzo al mondo per portare ogni fede a Cristo attraverso i Sacramenti nel cammino comune della Chiesa voluta da Cristo superando critiche e chiacchiericci ma offrendo pur in un ambiente non convenzionale quel clima di sacralità aiutati e sostenuti dal coro parrocchiale dalla competenza dei lettori dal supporto logistico e dal decoro della preparazione dell’area destinata alla celebrazione all’invito a vestirsi decorsamente pur nel posto di svago in cui ci si trovano. Il risultato è sorprendete se il prete è decorso e attento se la celebrazione è ben curata tutti si trovano a casa in quella casa unica famiglia di Dio.

Facciamo delle nostre celebrazioni l’occasione vera e autentica per non essere superficiali ma momento rigenerante e di adorazione di devozione e di raccoglimento autentico nell’ascolto della Parola di Dio e nello spezzare il pane. Una S. Messa che diventa anche educazione al sacro.

Non perdiamo la partecipazione alla S. Messa non perdiamoci in creatività ridicole di balli e canzonette che talvolta in buona fede inventiamo per attirare più gente ma ritorniamo alla sacralità della celebrazione secondo i dettami della Chiesa, la nostra gente vuole il sacro desidera parole che aiutino a vivere il Vangelo nel quotidiano e una celebrazione che parli di Dio e non di noi. Così vi invito a partecipare alla S. Messa.

Dall’Albun fotografico della Parrocchia

@unavoce

 

Foto di Copertina @unavoce: Ingresso Stabilimento Balneare AM – Tagliata di Cervia