Liturgia della Parola

XXIX Tempo Ordinario

solo uno che sceglie di servire è davvero padrone della sua vita

XXIX TEMPO ORDINARIO

chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. (Mc 10, 43-44)

 

Lasciamoci affrancare nella fede, in questo piccolo “francobollo di spirituale”, con le parole di don Luigi Maria Epicoco: “Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti”. Non dobbiamo sottovalutare la paura con cui i discepoli stanno seguendo Gesù. Hanno paura perché intuiscono che quello che sta per capitare a Gerusalemme sarà qualcosa di molto difficile. Lo dice Gesù stesso quando apertamente parla della sua prossima passione. Ogni cristiano non deve farsi illusioni: noi per seguire Cristo dobbiamo essere disposti ad andargli dietro nella croce. E questo ci fa talmente paura che alla logica della croce contrapponiamo quella dei primi posti: “Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra»”. Il Vangelo non censura questo racconto per ricordare a ciascuno di noi che nessun può sentirsi al sicuro da questa logica di accaparramento che trasforma persino il Vangelo in una competizione per i primi posti. Paradossalmente può nascondersi superbia anche negli ideali di povertà, verginità, giustizia, umiltà, solidarietà. E tutto ciò accade quando si pensa di dover abbracciare un ideale per occupare un posto in prima fila. Gesù capovolge questa logica: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti». Egli afferma che chi crede in Lui deve essere disposto a farsi servo di tutti e non padrone. Perché solo uno che sceglie di servire è davvero padrone della sua vita. Ma questo i discepoli dovranno impararlo un po’ alla volta. Non sono ancora passati attraverso la strada stretta della croce. Ma alla fine la loro ambizione diventerà santità”. (cfr. d.L.M. Epicoco)