Per vivere l’amore

 

Una festa che è diventata commerciale, quella di San Valentino, come molte feste religiose, ma questo non diminuisce o cambia il segno il significato e il messaggio che questo santo ci ricorda.

Prende le sue origini, questa festa,  dal cristianesimo e in particolare dalla vita di un Santo Martire Valentino vescovo di Terni condannato a morte dall’imperatore Claudio nel 220 proprio il 14 febbraio perché non voleva abiurare alla sua fede e nel 406 Papa Gelasio per sostituire la festa pagana Lupercalia in onore del dio Fauno la dedicò a Valentino come festa degli innamorati.

“I Lupercalia, nell’antica Roma, erano giornate di festa in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con lo scopo di dar vita ad un processo di rinascita … Tali riti, nel tardo Impero Romano, iniziarono però ad essere considerati deprecabili, fino a venire banditi dai papi cristiani e, in particolare, da papa Gelasio I, il quale decise di istituire una festa dedicata all’amore senza riferimenti alla sessualità … La sua associazione al santo Valentino, giustiziato nel 273 per aver celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia, gravemente malata, e il legionario romano Sabino, entrambi morti proprio durante la benedizione di Valentino, sarebbe invece postuma”. (cfr. pisatoday)

“Sono molte le storie legate alla vita di San Valentino che hanno contribuito ad unire il suo nome con quello degli innamorati. Una di queste storie racconta che un giorno il santo incontrò due giovani che stavano litigando. Si avvicinò a loro con una rosa e li invitò a tenerla unita nelle loro mani, un gesto che li fece riconciliare subito. Secondo una variante della storia, invece, San Valentino avrebbe fatto tornare l’amore tra i due giovani facendo volare intorno a loro diverse coppie di piccioni. Da qui si sarebbe diffusa anche l’espressione “piccioncini” per riferirsi alle coppie di innamorati che si scambiano effusioni d’amore. Un’altra storia racconta di come San Valentino, quando già era stato nominato Vescovo di Terni, abbia celebrato il matrimonio tra Serapia, giovane cristiana molto malata, ed il centurione romano Sabino. I genitori di Serapia non erano favorevoli al matrimonio, ma Valentino, chiamato dal soldato al capezzale della ragazza, avrebbe prima battezzato il centurione e poi celebrato le nozze. San Valentino è per questo considerato anche il protettore dei matrimoni”. (cfr. studenti)

Una festa che ci porta a fermarci a pensare e pregare con questo spirito, all’amore vero, all’amore che ci scambiamo, alla scelta di vita vissuta accanto ad un’altra persona con un amore che è donazione reciproco. Così oggi festeggiate questo giorno, con la persona che amate sapendo che in mezzo a voi deve sempre esserci un’ospite: Gesù solo in Lui il vostro amore sarà vero autentico e duraturo.

@unavoce – foto: fonte 

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