Che fa la differenza
“Che parola è mai questa che comanda con autorità e potenza” (Lc 4, 36)
L’esigenza di formare leader che perseguano il bello, il vero ed il bene è una necessità che sempre più viene in evidenza e già altre volte abbiamo parlato di questo argomento che oggi riprendo dallo spunto di un convegno recentemente svoltosi a Roma, dove riprendo una battuta del cardinal Ravasi che qui sotto vi riporto e vi rimando per sottolineare alcuni elementi che sono tesoro per ogni persona.
“Quando Gesù parla la folla lo ascolta come si fa con uno che ha autorità, non come per gli scribi, si legge nei Vangeli. Certamente è la rappresentazione del potere della parola. Non per nulla il termine autorità nei Vangeli deriva dal greco exousia, contenente il vocabolo ousia che significa sostanza. Quindi la leadership è sostanza, ma d’altra parte è anche il fascino esercitato dalla persona e la sua coerenza”, ha spiegato ai Media Vaticani Sua Eminenza il cardinale Gianfranco Ravasi. Nel suo intervento il porporato ha illustrato tre caratteristiche dell’autorità, la cui mancanza denota una contraffazione dell’autorità, che può sfociare in prepotenza e arroganza. È la costellazione di valori del verum, bonum e pulchrum. La verità è legata alle competenze maturate con lo studio che apporta oggettività di pensiero, capacità di giudizio e di accoglienza delle critiche. Inoltre, è buono il leader che sa distinguere tra bene e male e che lo testimonia con la coerenza personale, ma la sua moralità deve considerare il perdono, non c’è giustizia senza umanità. Infine, l’autorità è connessa al concetto estetico di bello che richiama l’essere buono e utile (“fare una cosa bella”), perché la leadership implica dignità, stile, novità e chi la esercita è capace di farsi minus pur essendo magis, come Gesù che viene per servire, non per essere servito”. (cfr. VaticanNews)
In tanti parlano di leadership molti scrivono e tutti riconoscono la necessità di questo elemento per chi tra di noi ha ruoli di responsabilità. Gli studiosi ci indicano differenti tipi di autorità di carisma nel guidare, una necessità che deve essere compresa e coltivata e preparata per ogni persona. Non è solo uno stile di guida per chi governa ma deve essere lo stile di ogni persona. Ognuno di noi è leader nel suo campo di vita dalla famiglia al lavoro al gruppo. Un capo che sia degno di questo nome che abbia autorevolezza più che autorità e l’autorevolezza che porta a diventare leader viene dall’esempio e l’esempio viene dalla conoscenza e dalla pratica e in questo caso ci viene indicato una formazione al bello al vero e al bene. Tre elementi che sembrano sfuggire nell’odierna società.
Potremmo, per ripensare ai nostri ruoli, rifarci a due Testi: la Regola di San Benedetto fondatore dell’Ordine Monastico che prende il suo nome “I Benedettini” dove al capitolo secondo si parla della scelta dell’Abate e le Costituzioni dei Gesuiti fondati da Sant’Ignazio di Loyola dove al capitolo secondo si parla delle qualità che deve avere il Preposito Generale dell’Ordine.
Due spunti che possono tornare utili ad ognuno di noi per acquistare quella autorevolezza che nasce dalla vita onesta e ricca di valori e di etica fatta di esempio che nasce dalla formazione culturale e dall’impegno personale ad essere corretti in quello che si crede e ad essere e operare per il bene per il vero e per il bello. Obbedienti alla Parola di Dio e guidati dallo Spirito Santo possiamo essere autentici leader nella vita personale sociale e della Chiesa.
Precedenti articoli:
- LEADERSHIP Guidare con uno scopo
- LEADERSHIP & management per un mondo migliore
- LEADERSHIP SPIRITUALE Un mondo nuovo
- LEADERSHIP San Benedetto e Sant’ Ignazio: due Santi due Comandanti
- VERITA’ BONTA’ e BELLEZZA per un cammino di Chiesa
- LEADER per un mondo migliore
- COMANDARE ?! Il ruolo nostro
@unavoce – foto: fonte